Disegni di scacchi di Sabrina Pinna.

I pezzi degli scacchi visti da Sabrina Pinna

Anche quest’anno, esattamente dall’inizio dell’anno scolastico, prosegue il mio impegno volontario (insieme alla mia inseparabile collega Alba Monne) presso la scuola primaria di via Cilea, dove sono coinvolte 8 classi. Le lezioni sono sempre improntate a migliorare il metodo ideografico e quest’anno – grazie all’entusiastica collaborazione della maestra Sabrina Pinna – stiamo cercando di realizzare un tipo di disegno per illustrare i miei proverbi scacchistici.

La parte più “difficile” è la caratterizzazione dei personaggi, ma anche rendere il tratto il più elementare possibile: perché l’idea è quella di arrivare ad una realizzazione degli stessi da parte degli studenti. Non mi dispiacerebbe infatti realizzare il prossimo anno scolastico un progetto interscolastico ed interclasse dove c’è chi inventa i proverbi scacchistici, chi inventa i nomi dei matti, chi realizza i disegni, ed infine si possa mettere tutto insieme e proporlo ad un grande sponsor che possa finanziare la distribuzione gratuita delle carte scacchistiche.
Io sono fiducioso che la cosa si possa realizzare e sono contento che l’idea sia piaciuta a Sabrina, che ha abbozzato quelli che sono i primi prototipi di questo progetto; ai bambini che li hanno visti in anteprima sono piaciuti molto, quindi il passo successivo sarà quello di provare a farli “imitare” e personalizzare e poi trasformarli in carte scacchistiche. Cercherò di aggiornarvi al più presto sugli sviluppi.

Campionato provinciale di Sassari

Si è svolto domenica scorsa presso l’osteria di Pinocchio a Sassari la fase provinciale del Campionato Italiano Under 16. Si conferma il bel trend di crescita dei partecipanti che quest’anno erano una sessantina (e si sono dovute chiudere le iscrizioni con largo anticipo per esigenze logistiche). Un plauso va soprattutto a Michele Devilla, presidente della ASD Scacchi Demifesi che ha organizzato l’evento che è stato diretto magistralmente dagli arbitri regionali Marcello Deidda e Alba Monne. Un ringraziamento va anche alle compagini ASD Comuni del Logudoro, agli amici di Porto Torres e Sorso che, oltre agli scacchisti sassaresi, erano i più numerosi al torneo.

L'immagine può contenere: 5 persone, persone sedute, tabella e spazio al chiuso

E veniamo ai risultati:

Negli Under 8 femminili ha vinto a sorpresa la più giovane partecipante del torneo, Emilia Buffoni, di soli 5 anni che ha superato la favorita alla vigilia Gioia Grizzuti e l’altra bella sorpresa Jamaica Pisano di Sorso (l’unica tra l’altro ad aver battuto la neo-campionessa ).

Negli Under 8 assoluti invece, in cui spicca la grande partecipazione, la vittoria finale non è mai stata in discussione dal momento che Gabriele Porcheddu, già campione provinciale due anni fa, ha vinto a punteggio pieno davanti a due bravissimi concorrenti: Giovanni Manchia e Riccardo Salis, Podio quindi tutto sassarese, nonostante molti partecipanti fossero di Sorso e Porto Torres.

Buona vittoria negli Under 10 assoluti anche per Alessandro Mauro davanti a Luca Costa (entrambi partecipanti la scorsa estate ai campionati italiani svoltisi ad Olbia) e al turritano Andrea Faedda. Vittoria invece in solitaria per l’unica partecipante femminile Alessia Garau, che ha comunque dato grande prova di bravura legittimando il titolo.

Tutta logudorese invece la lotta per il titolo Under 12 femminile con tre scacchiste a pari merito: per spareggio tecnico Erika Sanciu è campionessa provinciale precedendo Giorgia Becca di Tula e Agata Romano.

Così come logudorese è stato il podio degli U12 assoluti: in questo caso Giosuè Brundu ha preceduto Luca Cantara e Giuseppe Chessa.

Meno numeerosi sono stati invece gli Under 14 e 16 che sono stati pertanto accorpati e si sono divisi praticamente i rispettivi titoli:

Gabriele Giagu è il nuovo campione provinciale assoluto U16, mentre Sara Garau è la nuova Campionessa U16, mentre Rebecca Cossu. vincitrice del girone è la nuova Campionessa assoluta Under 14.

Menzione speciale e coppa meritata anche per un altro giovanissimo esordiente, Emanuele Vargiu.

In conclusione grande soddisfazione anche personale: 5 titoli sui 9 assegnati sono andati a miei allievi che seguo da diversi anni (a parte la giovanissima Emilia, figlia d’arte, che seguo solo da quest’anno).

Sulla Pagina dell’organizzatore si potranno vedere la foto della manifestazione.

 

Il fair play negli scacchi.

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Lo spunto per questo post è dato dalla recente lettera aperta che un gruppo di titolati GM italiani hanno indirizzato alla Federazione Scacchistica Italiana, nella quale si chiede apertamente a tutto il movimento scacchistico (giocatori, istruttori e dirigenti) di fare del loro meglio per dimostrare che gli scacchi sono un gioco sano e pulito.

Anche se nelle intenzioni dei firmatari gli obiettivi sono quelli di stigmatizzare il ricorso sleale al cheating e addirittura alle partite combinate per favorire o sfavorire in classifica altri giocatori (spesso in relazione a premi in denaro o qualificazioni a importanti campionati), questa lettera ha anche aperto un’autostrada per iniziare a parlare veramente della correttezza degli scacchisti, dentro e fuori dalla scacchiera.

Personalmente, forse esagerando, ho sempre pensato che la cornice della scacchiera debba comprendere anche i due giocatori, e ho sempre cercato di non fare uno sgarbo al mio avversario di nessun genere: per esempio pestando violentemente l’orologio nelle fasi di zeitnot, reiterando proposte di patta puntualmente rifiutate dall’avversario, bivaccando con snack e beveroni incredibili durante il turno di riflessione dell’avversario, e così via dicendo…
Io, forse non sono un agonista, ma mi dissocio totalmente da quel pensiero attribuito a Lasker che essendo gli scacchi una lotta si deve cercare di ottenere il massimo di disturbo psicologico (per esempio se l’avversario odia il fumo di fumargli contro, se si giocasse all’aperto di metterlo a sfavore di luce ecc.).
Ma mi spingo anche oltre: se una partita è irrimediabilmente persa (una Torre o una Donna in meno senza alcun compenso) stringo la mano all’avversario anziché aspettare una sua cappella che possa ribaltare l’esito; molte volte ho avuto discussioni nel merito con dei bravi giocatori agonisti che invece dicono: “Se l’avversario ha due pezzi di vantaggio è perché io ho sbagliato, quindi perché non dovrebbe sbagliare anche lui?”. Semplicemente perché continuando a giocare glielo sto , poco sportivamente, augurando.

Adesso, io considero fair play un atteggiamento che al termine della partita deve farci sentire più amici di prima anche se io ho meritatamente perso: ogni mezzuccio utilizzato da un agonista per vincere finisce inevitabilmente per minare un’amicizia ma anche solo una relazione di conoscenza. Il gioco degli scacchi non è un’arte marziale in cui devo mettere al tappeto fisicamente l’avversario, e neppure come pensava Fischer “di annientare il suo ego”. Da istruttore io sto molto attento che i miei allievi non adottino mai un comportamento così anti sportivo e mi piacerebbe che questa fosse la prassi per tutti, giocatori e istruttori: la vittoria ad ogni costo è una sconfitta per il bene degli scacchi.

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