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Dentro la scacchiera

Mancano pochi giorni al termine delle lezioni scolastiche e si concludono molti progetti iniziati quest’anno, tra cui quello della psicomotricità su scacchiera gigante col quale – grazie al generoso contributo economico della Circoscrizione n° 1 del Comune di Sassari – ho coinvolto 5 classi di prima elementare delle scuole di via Genova, Via Washington e via Forlanini. Nelle prime lezioni ho fatto prendere confidenza con gli spazi, con l’ausilio di griglie disegnate, di scacchiere murali e naturalmente delle scacchiere pavimentate negli appositi spazi attrezzati. Quindi ho proseguito via via proponendo momenti ludici in cui i bambini dovevano individuare delle strategie sia individuali sia a squadre per poter arrivare alla performance richiesta.

In tutte queste occasioni ogni bambino ha potuto giocare (tra cui anche alcuni bambini seguiti da insegnanti di sostegno!) e nessuno è rimasto escluso. Verso la fine dell’anno, avendo già svolto un numero sufficiente di ore di psicomotricità pura, ho iniziato a proporre giochi pre-scacchistici, seguendo un suggerimento di Roberto Rivello (presidente del Comitato Regionale Piemonte, che grazie all’impegno di Alessandro Dominici della Commissione didattica e scuola della FSI ha fortemente voluto un’appendice del monitoraggio INVALSI per questa pratica innovativa).

Così ho gradatamente presentato i movimenti dei pezzi ai bambini, che dovevano agirli sulla scacchiera gigante con diversi accorgimenti motorii, servendomi di sagome realizzate col cartone oppure di pezzi in plastica, con grande gioia dei bambini. Anche i giochi di “caccia al tesoro” o di “memory” (realizzati con l’ausilio dei fumetti di Fabio Lanza) hanno iniziato ad essere più mirati verso la direzionalità dei pezzi degli scacchi, comportando un maggior impegno per il ragionamento e l’attenzione degli allievi. La suddivisione in due o più squadre ha spesso aggiunto anche l’elemento della competitività, attenuato dal fatto che i meriti o le “colpe” venivano suddivisi su un gruppo piuttosto che su un singolo.

I giochi di memoria e attenzione sono un po’ difficili da realizzare nel contesto della scacchiera gigante perchè i bambini hanno voglia di muoversi e preferiscono quindi i giochi “d’azione” dove possono dar libero sfogo alle loro energie rimaste sopite durante la giornata scolastica.

Ieri, in via Forlanini, come ultimo appuntamento ho proposto dei giochi all’aperto nel grande spazio del cortile scolastico, che avendo una griglia di grandi quadrati era anche adatta a ripercorrere molti dei giochi fatti durante l’anno (“I 4 cantoni” “La staffetta” “Rubabandiera” “Palla avvelenata” “Gira la ruota” ecc.)

Le maestre mi confermano che i bambini aspettano tutta la settimana la mia “lezione” e che sono persino presente nei loro disegni, come una figura molto significativa nel loro immaginario scolastico: cosa che mi fa enormemente piacere!

Psicomotricità

Martedì nuova lezione di psicomotricità su scacchiera gigante con le prime elementari di via Washington, dell’Ottavo circolo didattico “Galileo Galilei”, per il progetto patrocinato dalla Circoscrizione n° 1 e collegato alla sperimentazione nazionale dell’INVALSI proposta dal Comitato regionale Piemonte.

Questa volta, oltre ai consueti giochi a squadre di memoria e attenzione (riconoscimento delle posizioni relative di una decina di forme diverse collocate a caso sulla scacchiera), abbiamo fatto dei giochi propedeutici all’apprendimento del movimento in diagonale dell’Alfiere.

Si trattava di procedere con una sola gamba in diagonale, con la variante di farlo in competizione con un compagno. I bambini sono molto partecipi a questo tipo di gioco, mentre è più difficile farli “appassionare” ai momenti di concentrazione sui giochi di memoria.

La cosa più divertente è stato vedere come si sono organizzati in squadre, con due capitani scelti da me e le maestre che dovevano comporre a turno le proprie squadre. Penso che anche solo questo sia stato per loro una novità importante!

Osilo

 

Continuano le lezioni presso l’istituto comprensivo di Osilo: per il quarto anno consecutivo nella classe della maestra Pinuccia Bassu proseguo un laboratorio di scacchi scolastici che rappresentano un momento ludico molto atteso dai bambini.

L’appuntamento è purtroppo a cadenza bisettimanale, a causa dell’esigua disponibilità economica della scuola, quindi rappresenta per me un vero e proprio investimento: ma per quanto mi riguarda è un investimento che mi ha dato ottimi frutti, perchè proprio ad Osilo ho iniziato a pensare al potenziale della psicomotricità su scacchiera gigante, alla possibilità di abbinare gli scacchi alla scrittura, alla possibilità di utilizzare gli scacchi come “game tournament” anche per le materie scolastiche. Sempre ad Osilo sono nate alcune intuizioni per i miei proverbi e filastrocche scacchistiche, alcune novità didattiche del mio metodo ideografico.

Così pare che ci sia da parte di diverse insegnanti della scuola l’intenzione di richiedere al collegio docenti l’istituzione per il prossimo anno di un vero laboratorio extra-curricolare rivolto a tutta la scuola, magari cooptando l’amministrazione comunale con la quale spero di stabilire al più presto un contatto.

Psicomotricità: i movimenti

 

Proseguono presso le scuole primarie dell’8°, 12° e 13° circolo didattico le lezioni di psicomotricità su scacchiera gigante rivolte ai bambini delle prime elementari. Il buon coinvolgimento emotivo dei bambini e la partecipazione interessata delle insegnanti (non sempre scontata purtroppo…) mi confermano che questa pratica può integrarsi benissimo con la didattica scolastica.

 

In genere alterno dei giochi di movimento a giochi di attenzione e memoria: in entrambi i casi i bambini devono agire entrando fisicamente all’interno della scacchiera per compiere le istruzioni del gioco proposto. Questa settimana, in via Washington, ho portato dei pezzi stilizzati fatti di cartone, ho spiegato il loro movimento e poi li ho fatti turnare per spostarli secondo le regole.

Dopo il primo giro ho messo loro la difficoltà di eseguire il movimento entro 5 secondi, espediente che mi serviva solo per fargli coordinare i movimenti con il pensiero…

Naturalmente gli errori nei movimenti sono stati molto numerosi, soprattutto quelli del Cavallo, e spesso persino il riconoscimento delle figure veniva confuso, ma a questo stadio quello che conta è il loro movimento, non quello dei pezzi! Anzi è raro che attraverso la psicomotricità io introduca istruzioni scacchistiche vere e proprie: si tratta dunque di un esperimento nell’esperimento, stimolato dal presidente del Comitato Regionale Piemonte, Roberto Rivello, che ipotizzava un approccio graduale della psicomotricità verso gli scacchi veri e propri.

 

 

 

Al termine ho proposto ancora un gioco di velocità: dovevano prendere una forma colorata dalle mie mani e in pochi secondi metterla secondo il movimento del pezzo che io indicavo… Anche questo gioco è stato eseguito con molti errori, ma la velocità di esecuzione ha impedito loro di annoiarsi!

Questo genere di lezioni si lega molto bene alle altre che a volte – anche per esigenze logistiche delle scuole – devono essere fatte in aula con la scacchiera murale e con l’utilizzo di speciali quaderni con griglie in cui, in questo progetto patrocinato dalla Circoscrizione n° 1 del Comune di Sassari, ho introdotto tutta una serie di nuove icone che il grafico Fabio Lanza ha predisposto e che presto illustrerò meglio.

Si tratta di lettere alfabetiche, numeri antropomorfizzati, frecce e simboli tipici anche del mio metodo ideografico.

Alcune "icone" ideografiche riviste da Fabio Lanza!

 

Scacchi e regoli: il metodo di Carmelita Di Mauro

Nella foto da sinistra Dante Finocchiaro, Alberto Collobiano, Sebastiano Paulesu, Carmelita Di Mauro

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine del mese scorso sono stato a Gela, ospite degli amici Carmelita Di Mauro e Salvatore Trovato, per un corso di formazione istruttori UISP organizzato dall’Associazione “Gli scacchi un gioco per crescere” con la preziosa collaborazione di Dante Finocchiaro, Francesco Lupo, Carmelo Sgarito e naturalmente Carmelita stessa!

Io ho parlato del mio metodo ideografico e della psicomotricità su scacchiera gigante, facendo anche i dovuti cenni storici ad Alessandro Pompa (che non è potuto venire per contrattempi dell’ultimora) e a Paola Russo che avevo avuto modo di incontrare ad Oristano per il primo convegno specifico sul tema. Ma in questo post voglio parlare proprio della bellissima relazione di Carmelita che più che in altre occasioni è stata chiarissima nell’esposizione delle sue innovative idee didattiche.

I regoli aritmetici

 

Il metodo di Carmelita, come ho avuto già modo di scrivere altrove, parte da un’intuizione tipica di una maestra di scuola: utilizzare gli scacchi integrandoli con la didattica scolastica; così per l’insegnamento della matematica si trattava di utilizzare i regoli (in uso in tutte le scuole primarie d’Italia) per creare associazioni e per comprendere meglio alcuni concetti spaziali, quantitativi  e logici.

Ogni colore corrisponde ad un numero e ad una corrispondente forma che conserva la costanza dell’unità, ma l’intuizione di Carmelita è stata quella di poter utilizzare i colori dei regoli non solo per le coordinate numeriche ma anche per quelle alfabetiche  e d “intersecare” opportunamente ora le une ed ora le altre, con delle applicazioni che rendono i bambini in grado di comprendere ed utilizzare a proprio vantaggio delle astrazioni a volte molto complesse.

 

 

La scacchiera "regolata": per ingrandire cliccare sulla foto.

 

Grazie all’abbinamento di due colori per ogni casella della scacchiera sono possibili numerosissimi giochi logici, come colorare, assegnare i colori giusti alle caselle corrispondenti, creare puzzle, percorsi e labirinti, sequenze ecc.

 

Ma mentre si procede, sempre giocando (fantastica anche l’idea della tombola di scaccolandia!), da queste semplici applicazioni si passa ad elaborazioni sempre più complesse: io stesso sono stato testimone di prodigiose capacità degli alunni di Carmelita che lo scorso anno mi hanno sbalordito con calcoli ben al di sopra dei loro coetanei.

Nell’economia di questo breve contributo voglio focalizzare l’attenzione solo su un paio di espedienti educativi: quello delle espressioni numeriche e quello, di cui avevo già accennato in questo articolo, delle associazioni mentali.

 

 

 

 

 

 

Le espressioni numeriche.

 

 

Nella tavola accanto si può capire meglio il sistema adottato da Carmelita: per ogni colonna si attribuisce il valore di una decina mentre per ogni traversa si attribuisce un ordine crescente di unità.

Quindi si propongono degli spostamenti di pezzi e i bambini dovranno fare i calcoli relativi a tali spostamenti. Mi pare un’ottima attività propedeutica ad una maggiore comprensione della matematica!

 

 

 

 

Le associazioni mentali.

 

Attribuendo due colori per ogni casella della scacchiera si può caratterizzarla anche come “stanza” della memoria… Per esempio la casella A2 diventa la casa “Bianco-Rossa” e quindi B+R: da cui BaRa secondo un metodo noto ai mnemotisti che rendono il più vivide possibili le immagini utilizzate per le associazioni mentali e che infatti i bambini non hanno difficoltà a memorizzare sino a 100 parole a caso con il sistema dei “Loci” che Carmelita ha sperimentato con loro.

Riporto a titolo di curiosità la tabella dei loci (ma i bambini hanno una loro versione figurata che è ancora più evocativa!):

Per ingrandire cliccare sull'immagine

 

 

Gli scacchi di Pollicino.

Da qualche mese sto portando avanti il progetto di psicomotricità patrocinato dalla Circoscrizione n° 1 di Sassari, presso le scuole di via Genova, via Forlanini e via Washington. I giochi proposti sono in parte i soliti (4 cantoni, rubabandiera, palla avvelenata) in parte nuovi (cacce al tesoro, labirinti, costruzioni di lettere e traiettorie).

In qualche caso ho iniziato anche un nuovo gioco che sta dimostrando grande successo anche riportato alla scacchiera da tavolo, come nel caso di “Pollicino” proposto stamattina alla 2^ A di via Forlanini: si tratta di ricostruire il percorso che ha fatto la Regina (costituito nella foto dai pedoni neri)  posizionando delle briciole di pane  (i pedoni bianchi) per evitare di sbagliare strada e lasciare qualche pedone “scollegato”…

Questi giochi, pensati per la psicomotricità, mi sono ispirati in parte dal corso sugli scacchi eterodossi che il nostro neo-direttore tecnico Ottavio Messina sta svolgendo al nostro circolo tutti i venerdì e che presto si concluderà con un torneo che comprenda tutte le varianti viste durante il corso. I bambini si divertono molto, e spesso li preferiscono – per la loro novità – anche agli scacchi tradizionali: ed io sono del parere che a scuola possano rappresentare un’ottima risorsa per coinvolgere tutti!

Gli animali colorati.

 

Alle 11:00 di stamattina, presso la scuola di via Forlanini, ho fatto una lezione di psicomotricità su scacchiera gigante. Ho spiegato il ruolo della scacchiera murale (“quella appoggiata al muro”) come mappa per la scacchiera gigante sul pavimento. Li ho fatti riflettere sull’orientamento delle caselle bianche e nere e quindi sulla possibilità di assegnare ad ogni casella il nome di un animale colorato (A1: ape bianca, E5: elefante giallo) secondo il sistema dei regoli colorati: altro omaggio al sistema della cara amica Carmelita Di Mauro.

I giochi proposti sono stati: scoprire la “tana” degli animali colorati (chiedevo ai bambini di andare a posizionarsi nella tana degli animali che proponevo: “civetta nera” “balena fucsia”…) e sedersi in attesa del gioco successivo, che consisteva nel dare ai bambini fuori dalla scacchiera una palla di spugna con la quale dovevano colpire gli animali colorati che di volta in volta gli indicavo.

Ho quindi proseguito con il “Gira la ruota”  dove al gioco precedente si aggiungeva la difficoltà di dover ogni volta ricalcolare le posizioni degli animali colorati che ad ogni comando cambiavano di casella…

Come sempre c’è molto entusiasmo tra i bambini, grazie al quale si può chiedere loro di risolvere dei quesiti in cui devono fare delle piccole astrazioni.

 

Psicomotricità su scacchiera gigante.

La locandia dell'evento, disegnata da Franco Loi

Si avvicina il giorno del primo convegno nazionale dedicato esclusivamente alla “Psicomotricità su scacchiera gigante” da me definita, con una certa enfasi, la nuova frontiera della didattica scacchistica a scuola. In un periodo dove vanno moltiplicandosi gli appuntamenti rivolti a tutti gli educatori ed istruttori – soprattutto nel mondo scolsatico - che suggeriscono per gli scacchi una valenza anche terapeutica (Torino, Pomezia, Frascati…) ci è sembrato interessante invitare i “ponieri” di questa pratica: Alessandro Pompa e Paola Russo, ai quali mi sono ispirato per la mia personale sprimentazione sul campo in diverse scuole di Sassari  (che potete trovare su questo sito , oppure rileggervi il mio articolo per Scacchi012).

L’occasione dell’evento è la conclusione del Corso per Istruttori FSI che è iniziato la scorsa settimana a Cagliari, e che corona un percorso di 8 lezioni presso l’Università degli studi di Sassari: Oristano rappresenterà per tutti la tappa finale verso l’abilitazione, con una novità straordinaria nel panorama nazionale che è la nascente Struttura sarda degli istruttori.

La Struttura degli istruttori avrà la funzione di provvedere ad una formazione permanente di tutti i divulgatori del gioco (abilitati o meno) presso i circoli, le scuole e tutti i contesti sociali in cui possono essere proposti gli scacchi. Il Comitato Regionale guidato da Giovanni Mascia conta molto sulla partecipazione di tutti a questa nuova struttura, che doveva partire già quest’anno come supporto al vivaio regionale, in concomitanza col Grand Prix “La Nuova Sardegna”.

Quindi cosa c’è di meglio di inaugurare la suddetta struttura di un incontro così importante: tanto che la Commissione didattica e scuola della FSI sta già richiedendo un protocollo teorico-operativo da sottoporre ad una sperimentazione scentifica con tutti  i crismi!

Psicomotricità…

Proseguono in numerose classi di prima elementare a Sassari le lezioni di psicomotricità su scacchiera gigante, in attesa di coinvolgere – il prossimo anno – anche le scuole d’infanzia…

Stamattina ero impegnato in via Forlanini dove, su idea della maestra Michela, abbiamo fatto un nuovo gioco: sulla scacchiera murale venivano disposti tre bottoni magnetici colorati (rosso, verde e giallo); la maestra chiamava tre bambini per volta e chiedeva loro di occupare la casa della scacchiera gigante corrispondente a quella del colore chiamato segnalato nella scacchiera murale… I bambini si scatenavano in una corsa per occupare per primi la casella giusta!

Nel frattempo gli altri bambini avevano il compito di segnare con una matita le case corrispondenti su un foglio in cui era riprodotta una scacchiera, in attesa di essere chiamati per il loro turno su quella gigante.

I bambini si sono divertiti molto ed hanno anche dimostrato interessanti strategie di azione, come quella di osservare lettere e numeri sia sulla scacchiera murale, sia su quella gigante; altri fissavano invece il colore della casella da occupare, ed altri (pochi in verità) l’orientamento rispetto alla posizione della scacchiera: come angoli, lati ecc.

Aggiornate sezioni risorse e news…

Nuovo articolo su Scacchi012 di Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari, sulla psicomotricità su scacchiera gigante.