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Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi

Ho rileil-piccolo-cavaliere-scacchi-cavazzonitto, tutto di un fiato, il bellissimo libro di Carlo Alberto Cavazzoni , intitolato “Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi” e come già la prima volta si sono rinnovate le emozioni e gli stimoli fantastici della prima lettura che feci durante il Campionato Italiano Under 16, svoltosi l’estate scorsa ad Olbia. Perché questo libro, come anche i precedenti di Cavazzoni, celebra il regno della Fantasia, di cui il protagonista Dario sarà il Cavaliere dei Sogni.

 

Il libro è una dichiarazione d’amore per il nobil gioco degli scacchi, tra leggenda e realtà, e rapisce il lettore trasportandolo in un’avvincente sfida di immaginazione. Il paradigma di questa chiave di lettura è l’analogia della contemplazione del cielo stellato sforzandosi di riconoscere le costellazioni dello zoodiaco, cioè le figure astrologiche tratteggiate sapientemente da culture millenarie. Come quel sistema di classificazione ingegnoso, da cui sono nate le prime scienze, così il gioco degli scacchi, con le sue infinite combinazioni di varianti, può fornire quel macrocosmo di idee per l’evoluzione della Teoria del pensiero umano.

 

Ma nel libro non mancano neppure altri aspetti tipici del gioco:

 

  • L’istruzione: qui rappresentata da Giorgio di Fiumalbo, che indica al piccolo Dario la strada da seguire per realizzare i propri sogni;
  • la magia: impersonata dal Mago Ciliegia, che rappresenta l’aspetto artistico e creativo del gioco;
  • lo sport: presente nel torneo vero e proprio in cui si mette in pratica il proprio valore, forgiato dalle tante sconfitte subite durante l’apprendimento;
  • l’amore: per il sapere, per la famiglia, per il prossimo, per la vita.

Insomma, chi si accinge a leggere questo libro non rimarrà deluso, perché ancora una volta Carlo Alberto (che riunisce nel suo animo tutte queste cose assieme) ha saputo tradurre dal suo cuore tutti questi bei sentimenti con una scrittura chiara e semplice adattissima sia ai bambini che agli adulti.

E come di consueto il libro diventa anche uno spunto per innovare la didattica scolastica e molte scuole saranno impegnate in un progetto che culminerà in una partita vivente:
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“A scuola con i Re”, presentazione a Marrubiu.

Mercoledì 31 ottobre, dalle ore 17:30, presso la Sala consiliare del comune di Marrubiu (OR) ci sarà la presentazione  del libro  “A scuola con i Re”. Ospite d’onore, visto che sta girando l’Italia in un vero e propio tour promozionale accanto a personaggi celeberrimi come Ennio Morricone (durante la manifestazione “Clericus chess” al Vaticano) o Piergiorgio Odifreddi (convegno “L’Europa e i giovani” a Torino), è il dott. Giuseppe Sgrò psicologo clinico ed esperto in Psicologia dello Sport, docente/esperto della Scuola dello Sport del Coni, membro della Commissione Medico-Scientifica della F.S.I. (Federazione Scacchistica Italiana) e dell’Associazione Italiana di Psicologia dello Sport e consulente per PSICOSPORT s.r.l.

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Il libro, edito da ALPES Italia,  è disponibile dal 05 ottobre e sta suscitando grande interesse non solo tra gli appassionati scacchisti e istruttori, ma anche per educatori, psicologi, ricercatori, insegnanti e formatori. Questo per come è strutturata l’opera, che nella prima parte raccoglie tutte le informazioni scientifiche e le ricerche svoltesi nel mondo sul ruolo cognitivo (e non solo) del gioco degli scacchi; e nella seconda parte una rassegna delle migliori metodologie didattiche del panorama italiano. Come ho già scritto altre volte un capitolo è stato scritto da me e introduce il mio “Metodo ideografico”, ma sono presenti contributi da tutti i “pezzi da novanta” della didattica scacchistica orientata soprattutto alle scuole: Alex Wild, Carlo Alberto Cavazzoni, Alessandro Pompa, Adolivio Capece, Carmelita Di Mauro, Carla Mircoli e Lucio Rosario Ragonese, Uvencio Blanco (presidente della commissione didattica e scuola della FIDE),  e molti altri che hanno approfondito tematiche nuove dell’insegnamento scacchistico (come gli scacchi in carcere, la disabilità e i percorsi riabilitativi con gli scacchi ecc.).

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Il luogo non è casuale, perché il consiglio direttivo uscente del Comitato Regionale Scacchi Sardegna di concerto con il circolo Red Tal di Marrubiu avevano pensato di dare risalto anche al torneo internazionale che si svolgerà nei giorni successivi dall’01 al 04 novembre, e premia la generosa organizzazione locale che ospita da due settimane anche il Maestro internazionale Nenad Aleksic impegnato in stage quotidiani presso il circolo.

 

 

 

 

Mettersi in gioco.

Le metafore scacchistiche occupano tutti i giorni le prime pagine dei giornali ma ieri sera al Tg1 delle 20 (dal minuto 20:10) è andata in onda una vera e propria allegoria da parte del grande imprenditore Carlo De Benedetti noto per la sua avversità a tutto campo versus Silvio Berlusconi: sull’economia, sull’informazione, sulla politica e persino in ambito giudiziario (con una vittoria storica dopo decenni di processi).

L’occasione era la presentazione di un suo libro “Mettersi in gioco” edito da Einaudi, e all’intervistatore Dino Sorgonà l’ingengere ha spiegato il significato del titolo con una premessa tutta scacchistica: “Ci sono le Torri fondamentali da muovere sulla scacchiera (i giovani e gli imprenditori), poi un buon Alfiere (la corretta informazione) e poi il pezzo più importante dopo il Re (che – sottinteso – è lo stesso Stato, N.d.A.) e cioé la Regina (che è la politica)”.

Dino Sorgonà domanda: “La politica è quindi la Regina smarrita: lei pensa che sia per mancanza di leadership o di visione?” e De Benedetti risponde: “Ma sa, le due cose vanno molto in parallelo: i grandi leader hanno una visione, difficile pensare che i piccoli leader possano avere una visione, per cui è un po’ la stessa cosa.”  E poi prosegue parlando appunto della visione e pur non dicendolo direttamente fa un distinguo tra la visione tattica (spread, imposte, sacrifici) e quella strategica (l’orizzonte di questo paese) che ricorda molto l’aforisma di De Gasperi: “ Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione. „

L’intervista si conclude con questa domanda: “Lei ritiene che l’informazione sia fondamentale per la ricostruzione. Ma l’informazione è in profonda crisi e in ristrutturazione; come vede lei l’informazione in futuro?” La risposta è un po’ sibillina: “Mah, l’informazione innanzi tutto si declina su vari media, tra cui internet: durante la giornata per esempio io non vado a cercare la notizia, ma il commento della notizia”.

Questa risposta, che ho l’impressione sia stata anche tagliata per esigenza di spazio, proviene naturalmente da un grande protagonista dell’informazione e il suo riferimento alla rete è un chiaro indizio alla informazione del futuro. Se mi è permessa un po’ di “dietrologia” noi scacchisti sappiamo che gli Alfieri sulla scacchiera sono due e non uno come ha citato l’ingegnere: che il secondo Alfiere dell’informazione sia proprio il web?!

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