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Vantaggi e svantaggi.
Giovedì ho fatto la mia consueta lezione ai bambini della scuola primaria di Sorso. Ho voluto far ragionare loro sul fatto che non esiste una mossa perfetta in assoluto: ogni mossa ci dà delle possibilità positive (vantaggi) e ne apre altre negative (svantaggi) che invece favoriscono l’avversario. Quindi ogni volta bisogna ragionare su queste nuove possibilità.
Ho quindi fatto muovere la prima bambina col bianco e invece di rispondere io, col nero, ho fatto muovere un bambino in un capo opposto della classe. Utilizzo questo espediente per evitare che si scateni il tifo dei compagni: infatti facendoli giocare alternativamente da un capo all’altro della fila (meglio ancora se li si chiama uno dopo l’altro alternando il colore) non riescono ad individuarsi in due “fazioni”.
La partita che ne è risultata è stata molto didattica e per questo la ripresento qui di seguito:
Napoleone e gli scacchi.

Questo pomeriggio ero impegnato al Convitto del Canopoleno, con bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni. Nelle ultime settimane, complice forse il clima oppure l’incipiente fine dell’anno scolastico, ho dovuto davvero sudare le proverbiali sette camicie per farli star buoni.
Erano piuttosto distratti durante la spiegazione della lezione (nonostante io mi ingegni sempre di trovare degli argomenti molto divertenti) e soprattutto erano molto rumorosi durante le partite libere.
Così oggi ho voluto provare con un po’ di “affabulazione” e ho provato con la figura mitica dell’imperatore Bonaparte, ho catturato la loro attenzione dicendo che gli avrei mostrato una famosissima partita vinta contro un altro generale. Incredibilmente la cosa ha funzionato: oltre ad essere molto interessati, mi ponevano continuamente domande, sono stati curiosi sino all’ultima mossa e non si perdevano i miei commenti (spesso “romanzati”) sui due personaggi.
In alcuni punti chiedevo loro come avrebbero giocato la mossa successiva e anche questo espediente ha ravvivato la lezione… Insomma esperimento perfettamente riuscito, anche se durante le partite libere i decibel non sono certo diminuiti!
Per la cronaca ecco la “famigerata” partita tra Napoleone e il generale Bertrand:
Chi muove soltanto pedoni avrà rimpianto e delusioni.
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Ho trovato sul web una splendida partita che illustra il tema del vantaggio di sviluppo ottenuto grazie al sacrificio di un pedone, per il quale l’avversario spende troppi tempi per guadagnarlo. La partita è stata giocata tra Gennadi Sosonko e Robert Hubner, a Tilburg nel 1979.
A beneficio dei miei lettori ho voluto commentarla con alcuni dei miei “proverbi”.