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Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi

Ho rileil-piccolo-cavaliere-scacchi-cavazzonitto, tutto di un fiato, il bellissimo libro di Carlo Alberto Cavazzoni , intitolato “Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi” e come già la prima volta si sono rinnovate le emozioni e gli stimoli fantastici della prima lettura che feci durante il Campionato Italiano Under 16, svoltosi l’estate scorsa ad Olbia. Perché questo libro, come anche i precedenti di Cavazzoni, celebra il regno della Fantasia, di cui il protagonista Dario sarà il Cavaliere dei Sogni.

 

Il libro è una dichiarazione d’amore per il nobil gioco degli scacchi, tra leggenda e realtà, e rapisce il lettore trasportandolo in un’avvincente sfida di immaginazione. Il paradigma di questa chiave di lettura è l’analogia della contemplazione del cielo stellato sforzandosi di riconoscere le costellazioni dello zoodiaco, cioè le figure astrologiche tratteggiate sapientemente da culture millenarie. Come quel sistema di classificazione ingegnoso, da cui sono nate le prime scienze, così il gioco degli scacchi, con le sue infinite combinazioni di varianti, può fornire quel macrocosmo di idee per l’evoluzione della Teoria del pensiero umano.

 

Ma nel libro non mancano neppure altri aspetti tipici del gioco:

 

  • L’istruzione: qui rappresentata da Giorgio di Fiumalbo, che indica al piccolo Dario la strada da seguire per realizzare i propri sogni;
  • la magia: impersonata dal Mago Ciliegia, che rappresenta l’aspetto artistico e creativo del gioco;
  • lo sport: presente nel torneo vero e proprio in cui si mette in pratica il proprio valore, forgiato dalle tante sconfitte subite durante l’apprendimento;
  • l’amore: per il sapere, per la famiglia, per il prossimo, per la vita.

Insomma, chi si accinge a leggere questo libro non rimarrà deluso, perché ancora una volta Carlo Alberto (che riunisce nel suo animo tutte queste cose assieme) ha saputo tradurre dal suo cuore tutti questi bei sentimenti con una scrittura chiara e semplice adattissima sia ai bambini che agli adulti.

E come di consueto il libro diventa anche uno spunto per innovare la didattica scolastica e molte scuole saranno impegnate in un progetto che culminerà in una partita vivente:
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Le città degli scacchi

Dal mese di marzo ho iniziato un progetto scolastico che mi sta molto a cuore perché integra gli scacchi a molteplici abilità, a diverse discipline scolastiche (letteratura, arte, geografia, geometria, storia…) e nelle mie intenzioni dovrebbe anche favorire uno scambio con altre scuole e col territorio.
Ma andiamo con ordine: il progetto si chiama “Le città degli scacchi” e dopo i primi esperimenti all’Istituto comprensivo di Osilo e presso la scuola primaria di Latte dolce è approdato all’ottavo circolo didattico che comprende i plessi di via Civitavecchia, via Genova e via Washington (scuola dove ho perfezionato il mio metodo ideografico).
Inizialmente il progetto doveva coinvolgere una decina di classi di quarta e quinta, poi però abbiamo dovuto rivolgerlo solo alle quinte per l’esiguità del tempo disponibile. Attualmente siamo a due terzi del primo step (nei prossimi anni lo estenderò finalmente a più direzioni didattiche) che ha visto la produzione di testi, disegni e nuovi nomi dei matti per le mie carte scacchistiche.

Infatti il progetto è il banco di prova per il mio metodo ideografico: partendo da una pagina del  testo di  Italo Calvino, “Le città invisibili” (in cui idealmente ogni città è una casella, o una partita di scacchi), si individua una batteria di pezzi (qui potete trovare una bozza relativa alle batterie) e si fanno trovare dei quadri di matto; quindi si chiede ai bambini di attribuire un nome ad ogni quadro di matto (come nelle mie carte); individuati 5 nomi si scrivono alla lavagna e durante la settimana i bambini devono scrivere una storia che comprenda le 5 parole tematiche, oppure possono scegliere di disegnarle, lavorando individualmente oppure in gruppi.

Dopo questa fase di individuazione dei quadri di matto e di ricerca dei nomi rimane sempre una mezz’ora per fargli giocare delle partite libere. Altre volte abbiamo anche provato a dedurre i quadri di matto e le relative denominazioni di fantasia direttamente dalle loro partite (cosa che ci ha risparmiato una certa confusione legata alla foga partecipativa dei bambini) e così ci siamo un po’ allontanati dal progetto originario, ma questo mi ha dato modo di cogliere altre potenzialità di questo progetto che io vorrei portare avanti per una decina di anni, per realizzare un libro ed uno spettacolo teatrale in occasione del centenario dalla sua nascita che cadrà appunto nel 2023. Ho già in parte spiegato perché ho scelto questo libro (si veda questo mio vecchio post), ma la cosa che mi affascina è l’aver scoperto che le città raccontate da Calvino sono curiosamente 64 (come le caselle della scacchiera) se si considerano anche quelle nominate e non indicizzate e la città natale di Marco Polo e del Kublai Kan. Non mi pare di aver visto quest’intuizione in nessuna critica letteraria e proprio questa tesi mi ha spinto a iniziare questo progetto: “Le città invisibili” sono una grande metafora scacchistica!

Gli scacchi tra racconto e immagine: Mariano Abis.

Io e il metodo ideografico

La notizia della mia elezione nel consiglio della Federazione Scacchistica Italiana è stata salutata positivamente dal mondo degli istruttori. L’amico Mariano Abis mi ha persino omaggiato di una bella caricatura che per la prima volta fa riferimento anche al mio Metodo Ideografico, di cui Mariano è un interessato ammiratore. Proprio durante l’assemblea di Milano ho avuto la gradita opportunità di fare una lunga chiacchierata con Carlo Alberto Cavazzoni (diplomato dalla FSI “Maestro ad honorem” per la sua fantastica attività divulgativa), che mi ha donato un bel libro di Giangiuseppe Pili, che presto recensirò.
Il collegamento tra Cavazzoni e Abis non è casuale, perché Mariano da diversi anni porta avanti, insieme all’attività di istruttore presso le scuole e il circolo di Villasor, anche la sua passione di scrittore: ho potuto leggere qualche suo racconto e ho avuto notizia che alcuni sono stati recentemente pubblicati. Ma la sua capacità affabulatoria è unita anche alla sua capacità di illustrare con disegni, incisioni e dipinti,  le sue narrazioni. Insomma ci troviamo ancora una volta nel fantastico regno degli scacchi, dove per una migliore pedagogia si utilizza l’arte e la letteratura per catturare l’attenzione dei bambini, per suscitare forti emozioni, per mostrare le luci e le ombre della nostra società attraverso il linguaggio semplice dei bambini.

Opera di Mariano Abis

“Il Grande Maestro” di Mariano Abis

 

 

 

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