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Never give up!

Never give up

Generalmente si insegna ai bambini un contegno sportivo e quando saranno più bravini impareranno anche ad abbandonare riconoscendo il merito del proprio avversario…
Ma quando sono proprio agli inizi è preferibile lasciarli giocare sino alla fine per fare il massimo dell’esperienza (sulle loro spalle!): quanti stalli, quanti ribaltamenti di partite, quanti scacchi matti inaspettati si possono vedere…
Beh, questo visto ieri ha proprio l’aspetto di un miracolo (per il Nero), sbalestrato per tutta la scacchiera fin nel campo avverso, e pur tuttavia pronto all’appuntamento per dare matto al Re avversario!

Le “privatizzazioni”

Curiosando sul web ho visto un video di una manifestazione di operatori a favore della Sanità pubblica che hanno inscenato una partita di scacchi viventi per spiegare “le mosse” del governo a favore della Sanità privata. Ora, poiché le ricette neo-liberiste sono uguali in tutto il mondo, questa corsa alle privatizzazioni e la metafora degli scacchi mi spinge a qualche suggestione. Poniamo che lo Stato sia il giocatore coi pezzi bianchi e a seguito di un certo numero di sconfitte non concluda che sia meglio imparare dai propri errori (evitare gli sprechi), ma piuttosto affidare la guida dei suoi Cavalli ad un giocatore esterno (privatizzazione degli assets strategici del suo Paese). Dopo una serie di altre, inevitabili sconfitte, decide che le privatizzazioni fossero state troppo timide e decide così di privatizzare anche Alfieri e Torri. Le sconfitte continuano e si decide che persino i propri privilegi debbano essere abbandonati (Regina e Re). Come conseguenza logica di tutte queste privatizzazioni il giocatore (lo Stato) è costretto a lasciare il suo posto alle Multinazionali, che giocano la partita secondo i loro comodi.

Ecco, a mio modesto avviso queste privatizzazioni non sono altro che privazioni al pubblico di beni fondamentali: Salute, Istruzione, Comunicazioni, Energia, reti stradali, beni mobili e immobili dello Stato, acquedotti, licenze, concessioni demaniali ecc. Col risultato che se vorremo far parte della “partita” la dovremo fare necessariamente nel ruolo di pedoni (pagando naturalmente!).

I proverbi dei bambini.

Il disegno è di Raffaele

La mia abitudine di utilizzare delle rime per far memorizzare ai bambini i principi generali della strategia scacchistica (o anche del movimento dei pezzi, o del contegno sportivo) è talmente coinvolgente che , come ho detto spesso, sono gli stessi bambini a ricercarne di altri. Ormai praticamente ovunque i bambini mi comunicano le loro invenzioni ed io rimango estasiato sia per la loro fantasia, sia per la loro abilità. Naturalmente nelle loro rime spesso manca l’elemento didattico (cioé  la “morale della favola”) per cui spesso io li riprendo per creare nuovi proverbi.

Quelli che presento di seguito sono degli esempi tratti da rime dei bambini e rimaneggiati da me per renderli più didascalici:

La Regina è proprio pazza
al primo scacco si oppone e si ammazza;
il Re rimasto solitario
finrà in pasto all’avversario.
(Ilaria O.)

Se il Re è sotto inchiodatura
se ne sta dietro le mura;
ma se è davanti è un’infilata
e la figura dietro è spacciata.
(Ilaria O.)

Il Cavallo sfinito fa uno sbaglio
e invece di un nitrito lancia un raglio.
(Eleonora)

Il pedone con le gambe e con le braccia
ogni pezzo nemico lo caccia.
(Antonio)

I pedoni fanno una catena
e qualcuno si rompe la schiena.
(Andrea)

Quando il Re è sotto shock
non può far neanche “l’arrock”…
(Alessandro)

 

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