Psicomotricità: una nuova via della didattica.

Da diversi anni sto sperimentando l’innovativa pratica della psicomotricità su scacchiera gigante con bambini che vanno dai 4 ai 7 anni. Ovunque ho praticato questi giochi motori ho poi proseguito negli anni successivi con dei corsi tradizionali di scacchi, ma ormai i miei impegni scolastici si sono talmente intensificati che difficilmente riuscirò a seguire alle scuole primarie i bambini che lo scorso anno ho seguito alle scuole per l’infanzia.

Il mio maggior rammarico è inoltre quello di non essere stato abbastanza persuasivo nei confronti di alcuni enti di promozione sportiva a fare adottare questa metodologia da esperti di educazione fisica o educatori specificamente formati: e mi riferisco senza giri di parole al CONI e all’UISP della provincia di Sassari. Peccato: vorrà dire che resterò l’unico artefice locale di una pratica che – non mi stancherò di ripeterlo – costituirà una nuova frontiera della didattica pre-scolare.

Le esperienze della pratica psicomotoria considerano la presa di coscienza del valore del corpo, legata alla concezione della personalità, che può essere definita come un sistema dinamico e integrato di diverse intelligenze. Motricità e corporeità contribuiscono infatti alla crescita globale e alla maturazione complessiva del bambino e sono condizione funzionale, relazionale, comunicativa e pratica da sviluppare in ordine a tutti i piani di attenzione formativa. La manipolazione dei supporti didattici (scacchi di ogni dimensione in varie situazioni), garantisce l’efficacia dell’attivita’ motoria. Inoltre per meglio coinvolgere i bambini utilizzo delle filastrocche utili a rinforzare la memoria procedurale di sequenze propedeutiche all’apprendimento dei numeri e delle lettere.

                                     

Alcuni obiettivi della psicomotricità:

  • Esecuzione di semplici percorsi ed organizzazione di spazi sulle indicazioni verbali e  non verbali.
  • Orientamento e localizzazione del proprio corpo, di oggetti e persone, in situazioni spaziali;
  • Invenzione o riproduzione di movimenti e posture in uno spazio regolato.
  • Ricostruzione di semplici sequenze temporali coinvolgenti l’apparato visivo, uditivo, tattile e cinestesico.
  • Coordinamento oculo-manuale e oculo-podalico.
  • Sviluppo del controllo motorio: muoversi spontaneamente o in modo guidato da soli e in gruppo; discriminazione di suoni e voci e sensazioni corporee.
  • Presa di coscienza del proprio corpo, sviluppo di posture e di schemi motori di base.
  • Aumento  dell’autostima ed del senso di fiducia negli adulti e nei compagni
  • Consapevolezza dello spirito di gruppo e delle esperienze di socializzazione.
  • Drammatizzazione: parlare descrivere, raccontare e dialogare con i grandi e con i coetanei.

Ossi: un momento del saggio di fine anno.

 

 

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