Scacchi: norme di “etichetta”…

La campionessa russa Alexandra Kostenjuk, la prima a diventare una "sex simbol" degli scacchi

E’ di questi giorni la notizia clamorosa che la Europian Chess Union (ECU) ha aggiornato le regole sul cosiddetto “dress code” (norme sull’abbigliamento degli scacchisti), che pare particolarmente restrittivo contro le donne. Per dire la verità le norme sono sia per gli uomini che per le donne, ma queste ultime appaiono veramente in controtendenza rispetto alle mode attuali in società.

Inoltre è quantomeno stonato il fatto che l’entrata in vigore delle nuove norme coincidano con una manifestazione ufficiale in Turchia, dove si sta giocando il campionato europeo femminile, dove si possono caricare di motivazione pseudo-religiose le conseguenze che potrebbero scaturirne. Qualcuno potrebbe allora ribattere che sarebbe il momento giusto per chiedere cortesemente di bandire anche il burqa, o i veli integrali in nome di un rispetto anche delle idee più emancipate delle giocatrici occidentali.

Ora, io penso che l’etichetta (intesa proprio come etica piccina) sia sempre stata lasciata al buon senso, ma così come sono state imposte norme contro i fumatori (che altrimenti di buon senso ci avrebbero lasciato morire!), contro il disturbo dei telefonini (prima ancora che potessero essere tacciati di doping elettronico), e contro qualsiasi condotta che potesse arrecare disturbo all’avversario mentre cerca di concentrarsi, non poteva mancare anche una “stretta” verso una possibile deriva dei “facili costumi”.

Sia ben chiaro che non voglio assolutamente fare il moralista: io personalmente non sono affatto disturbato da uno scacchista che indossa una maglia di calcio (Ivanchuk), ancor meno da una bella donna orgogliosa del suo décolleté, e neppure da un orsachiotto portafortuna a fianco di un bambino che gioca. Ma una Federazione deve anche pensare a limitare l’esuberanza dei suoi iscritti, secondo il buon motto che “la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri”.

Ma per farmi perdonare questa puntualizzazione, visto che anche io a “primo acchito” sono rimasto basito da questa notizia, voglio ricompensare i miei libertari lettori con un excursus di immagini  erotiche (quindi eretiche secondo le nuove norme!)

 Prima la celebre foto che ritrae l’artista Duchamp mentre in una pausa gioca con la sua modella; immagine celeberrima rivisitata innumerevoli volte, cito solo quella di Jennifer Shahade, simpaticissima e sexy scacchista, scrittrice di libri che trattano anche la questione di genere negli scacchi.

 

 

Proseguiamo con Masha Manakova, di cui potete leggere sul blog dell’amico Giovanni Ornaghi.

 

 

E per finire una carrellata di belle donne scacchiste dell’artista Carlo Bolmida:

 

"Faticose analisi notturne"

"Basta!"

 

"L'ultima sfida"

"Due bellezze" omaggio a Carl Larsson

 

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