Isidora

All’uomo che cavalca lungamente per terreni selvatici viene desiderio d’una città. Finalmente giunge a Isidora, città dove i palazzi hanno scale a chiocciola incrostate di chiocciole marine, dove si fabbricano a regola d’arte cannocchiali e violini, dove quando il forestiero è incerto tra due donne ne incontra sempre una terza, dove le lotte dei galli degenerano in risse sanguinose tra gli scommettitori. A tutte queste cose egli pensava quando desiderava una città.Isidora è dunque la città dei suoi sogni: con una differenza. La città sognata conteneva lui giovane; a Isidora arriva in tarda età. Nella piazza c’è il muretto dei vecchi che guardano passare la gioventù; lui è seduto in fila con loro. I desideri sono già ricordi. [da “Le città invisibili” di Italo Calvino]

La batteria che presento oggi è composta da Donna + Cavallo + 2 pedoni. In tutti i ritagli presentati il Bianco muove e dà matto in una mossa. Per ingrandire le immagini basta cliccarci sopra.

Le illustrazioni sono di Fabio Lanza

 

 

 

 

 

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