Olinda

Proseguo il mio percorso nelle città invisibili di Italo Calvino, prendendo in prestito il nome della città di Olinda per una nuova batteria di pezzi: Torre e Cavallo… Questi sono gli stralci che mi hanno fatto pensare a questa assegnazione: 

A Olinda, chi ci va con una lente e cerca con attenzione può trovare da qualche parte un punto non più grande d’una capocchia di spillo che a guardarlo un po’ ingrandito ci si vede dentro i tetti le antenne i lucernari i giardini le vasche, gli striscioni attraverso le vie, i chioschi nelle piazze, il campo per le corse dei cavalli. […]”

“Olinda non è certo la sola città a crescere in cerchi concentrici, come i tronchi degli alberi che ogni anno aumentano d’un giro. Ma alle altre città resta nel mezzo la vecchia cerchia delle mura stretta stretta, da cui spuntano rinsecchiti i campanili le torri i tetti d’embrici le cupole, mentre i quartieri nuovi si spanciano intorno come da una cintura che si slaccia. […]”

Come sempre propongo una serie di matti tipici in una mossa, con le immagini personalizzate da Fabio Lanza: cliccando sull’immagine si può ingrandirla.

 

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