Tamara

La città invisibile di Italo Calvino che ho voluto scegliere per questa batteria (Torre più Alfiere) è quella di Tamara, perché vi si accenna sia la figura della Torre sia quella dell’elefante (che per i persiani era appunto l’attuale alfiere)… Ecco gli stralci che mi hanno ispirato:
 
“Finalmente il viaggio conduce alla città di Tamara. Ci si addentra per vie fitte d’insegne che sporgono dai muri. L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose: la tenaglia indica la casa del cavadenti, il boccale la taverna, le alabarde il corpo di guardia, la stadera l’erbivendola. Statue e scudi rappresentano leoni delfini torri stelle: segno che qualcosa – chissà cosa – ha per segno un leone o delfino o torre o stella […]
 
[…] Come veramente sia la città sotto questo fitto involucro di segni, cosa contenga o nasconda, l’uomo esce da Tamara senza averlo saputo. Fuori s’estende la terra vuota fino all’orizzonte, s’apre il cielo dove corrono le nuvole. Nella forma che il caso e il vento dànno alle nuvole l’uomo è già intento a riconoscere figure: un veliero, una mano, un elefante…”
 

Le immagini sono di Fabio Lanza

 

In tutti i quadretti il Bianco muove e dà matto in una mossa, naturalmente sono solo un esempio della potenzialità di questa batteria.

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