Anastasia

La batteria di pezzi che propongo oggi è quella di Anastasia: Donna + Torre + Cavallo, che oltre al solito omaggio a Calvino unisce anche una citazione al famoso matto di Anastasia (tratto da una novella di Wilhelm Heinse). Il tipico quadro di matto è il seguente:

Il Bianco muove e da matto in tre mosse.

 

 

 

 

 

 

 

 

La citazione della città di Anastasia di Calvino invece è la seguente:

“Di capo a tre giornate, andando verso mezzodì, l’uomo s’incontra ad Anastasia, città bagnata da canali concentrici e sorvolata da aquiloni. Dovrei ora enumerare le merci che qui si comprano con vantaggio: agata onice crisopazio e altre varietà di calcedonio; lodare la carne del fagiano dorato che si cucina sulla fiamma di legno di ciliegio stagionato e si cosparge con molto origano; dire delle donne che ho visto fare il bagno nella vasca d’un giardino e che talvolta invitano – si racconta – il passeggero a spogliarsi con loro e rincorrerle nell’acqua. Ma con queste notizie non ti direi la vera essenza della città: perchè mentre la descrizione di Anastasia non fa che risvegliare i desideri uno per volta per obbligarti a soffocarli, a chi si trova un mattino in mezzo ad Anastasia i desideri si risvegliano tutti insieme e ti circondano. La città ti appare come un tutto in cui nessun desiderio va perduto e di cui tu fai parte, e poichè essa gode tutto quello che tu non godi, a te non resta che abitare questo desiderio ed esserne contento. Tale potere, che ora dicono maligno ora benigno, ha Anastasia, città ingannatrice: se per otto ore al giorno tu lavori come tagliatore d’agate onici crisopazi, la tua fatica che dà forma al desiderio prende dal desiderio la sua forma, e tu credi di godere per tutta Anastasia mentre non ne sei che lo schiavo.”


E di seguito presentiamo ancora alcuni tipici quadri di matto in una mossa che si possono fare con questa batteria, presentati nei diagrammi con i pezzi disegnati da Fabio Lanza, coi quali d’ora in poi presenterò le batterie di pezzi!

2 Responses to “Anastasia”

  • Stefano Tescaro says:

    due critiche.

    1) Mi piacciono i disegni ma trovo che i diagrammi siano poco comprensibili.
    Gli scacchi sono universali perché condividono, fra le altre cose, i simboli per mostrare una posizione. Questo tentativo di ridisegnarli è simpatico ma non efficace.

    2) Trovo fuorviante usare nomi che in letteratura scacchistica sono già caratterizzati (es. Anastasia) per schemi differenti.
    Il gioco delle città di Calvino è bello, ma non lo ritengo utile per la didattica. Infatti, anziché partire dagli schemi (=configurazioni dei pezzi) parte dagli insiemi (=gruppo di pezzi utilizzati) e trovo che questo sia più difficile da ricordare e quindi non appropriato.

    Stefano

  • Caro Stefano considero i tuoi consigli sempre preziosi, ma secondo una mia intuizione l’idea delle batterie è una strada nuova tutta da esplorare, rivolta innanzi tutto ai giovanissimi (ma qualsiasi principiante può avvantaggiarsene) e quindi ho voluto accompagnarla con una grafica attraente soprattutto dal loro punto di vista!
    Sul merito dei tuoi rilievi quindi tengo a precisare:
    1) Non sottovalutare la fantasia dei bambini che spesso preferiscono le scacchiere più bizzarre a quelle standard coi pezzi Staunton; oltretutto, quando volessi pubblicare qualcosa di “commerciale” non vorrei proprio che qualcuno mi venisse a contestare l’uso dei diagrammi classici…

    2) Il nome di Anastasia è già un prestito della letteratura, perchè a nessuno scacchista sarebbe venuto in mente di dare il nome di Anastasia senza conoscere la novella citata; l’idea di utilizzare le città di Calvino (che ha appunto inteso come arte combinatoria il suo lavoro…) mi pare uno stimolo anche per la lettura.
    Sono daccordo sulla complessità dei temi di ogni batteria, infatti nelle carte ogni quadro di matto avrà sempre un nome sulla base della configurazione dei pezzi, ma con l’indicazione della batteria risolutiva.
    All’inizio potrà sembrare complesso, ma ho in mente una serie di monografie con una guida al raggruppamento dei pezzi per trarre da ogni batteria il maggior riferimento possibile ai pattern di matto.
    E del resto, tu lo sai, è tutta sperimentazione… 😀

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