Dorotea

In omaggio a “Le città invisibili” di Italo Calvino, libro combinatorio la cui struttura richiama le infinite combinazioni del gioco degli scacchi, ho pensato di dare alle batterie dei pezzi i nomi femminili scelti da Calvino. Cercherò di rendere il meno possibile arbitraria la scelta, citando un brano che mi ha fatto propendere per quel nome…

Il primo esempio che voglio fare è quello della città di Dorotea, dove si legge: “Vi arrivai nella prima giovinezza,una mattina, molta gente andava svelta per le vie verso il mercato, le donne avevano bei denti e guardavano dritto negli occhi, tre soldati sopra un palco suonavano il clarino, dappertutto intorno giravano ruote e sventolavano scritte colorate.  “

La donna e i tre soldati sono quindi la batteria Donna più tre pedoni: nell’immagine sotto, dove capeggia la bellissima illustrazione di Fabio Lanza, in ogni “quadretto” il Bianco muove e vince in una mossa!

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