Scacchi e memoria

Il gioco proposto oggi alla terza elementare di via Gennargentu è stato di memoria pura: dovevano osservare una posizione messa a caso sulla scacchiera murale per qualche minuto, quindi io giravo la scacchiera e facevo delle domande in proposito ad ognuno dei bambini (quale colore aveva più pezzi in gioco; chi aveva i due alfieri; chi poteva ancora arroccare; chi aveva i pedoni tutti uniti…)

La memoria è una delle capacità più importanti per gli scacchisti ed è anche a mio parere una delle facoltà più utili per l’apprendimento scolastico. Per questo nelle mie lezioni curo molto la motivazione, l’attenzione e la memoria: sia quella a breve termine che quella a lungo termine; sia quella sensoriale (visiva, auditiva ecc.) sia quella procedurale (presto ne parlerò meglio!)

Da anni sperimento tantissimi giochi di memoria, dal classico “Memory” dove si devono ricordare delle coppie di immagini o pezzi di scacchi, alla nomenclatura delle aperture di scacchi (a solo scopo mnemonico), alla sequenza di mosse nell’ordine cronologico, ai proverbi ai nomi dei matti  eccetera.

 

L’intero metodo ideografico è basato sulla associazione mnemonica, nella convinzione che attribuire un nome ed un’immagine ad ogni esperienza astratta serva ai bambini a ricostruire e riconoscere le circostanze ricorrenti.

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