Scacchi a Ittiri.

La "tartaruga" e lo "squalo"...

 Questo pomeriggio insieme con l’istruttore di base Michele Devilla (grande ispiratore di molte idee del metodo ideografico) eravamo impegnati ad Ittiri. Nella scuola elementare hanno attivato il quarto (in tre anni!) laboratorio regionale contro la dispersione scolastica, in un contesto dove davvero ci è sempre stato difficile convincere i bambini a seguire in maniera disciplinata le lezioni teoriche. Davvero dobbiamo ringraziare questi ragazzi per averci costretto ad inventarci di tutto per coinvolgerli e farli star buoni!

Proprio ieri però, in seguito ad uno scambio di opinioni di un amico istruttore, riflettevo sulla diversa velocità di apprendimento degli allievi relativamente agli scacchi: la scuola primaria di Ittiri si è misurata con altre realtà ed effettivamente è uscita perdente dal confronto agonistico, proprio perchè le nozioni teoriche sono state ridotte al minimo e si è dovuto invece ripiegare sull’aspetto ludico.

Ma a parte questo ho potuto notare due modalità di apprendimento, che spesso costituiscono il vero nocciolo del carattere dei ragazzi: la “tartaruga”, che è lenta e metodica, sembra persino non brillare di particolare intelligenza, ma fa progressi costanti; e poi c’è lo “squalo”, che divora da subito conoscenza, vuole bruciare le tappe, ed altrettanto rapidamente rinuncia alle lezioni teoriche perchè gli sembrano una perdita di tempo…

Insomma, non posso ancora tirare le somme, ma mi pare che alla fin fine la gara tra tartarughe e squali non sia poi così scontata, e nel lungo periodo la costanza della tartaruga (così come – nel paradosso di Zenone – contro Achille) la fa giungere al traguardo davanti allo squalo…

4 Responses to “Scacchi a Ittiri.”

  • Stefano Tescaro says:

    Se lo squalo va a scuola, c’è un maestro che si sgola
    (Toti Scialoja)

  • sebastiano says:

    … e la fronte si corruga, se ci va la tartaruga!
    😀

    Piaciuto l’articolo? Se vuoi lo approfondisco per Scacchi012…

  • Stefano Tescaro says:

    Ottima la controrima.

    Dell’articolo mi piacciono i personaggi (ed è perfetta l’immagine a corredo), mi piace l’idea del lento procedere e del lavoro continuo della tartaruga(anche lo squalo, animale insonne, non è uno che si fermi). Si legano alle teorie sulla competenza acquisita con la “pratica intenzionale”.

    Ogni approfondimento è dunque gradito.

    Non so però se la complessità delle classi scolastiche e la variabilità negli anni dei bambini sia facilmente riconducibile a squali e tartarughe o comunque a tipologie limitate.
    La mia esperienza è scarsa e mi fa entrare in contatto solo con i bambini più appassionati, ma mi basta questo per rilevare come siano diversi fra di loro e come il singolo bambino cambi nel tempo.

  • sebastiano says:

    L’argomento è davvero molto interessante… e come te sono persuaso che sia impossibile ridurre tutta la varietà di una classe scolastica in una schematica dicotomia. Del resto io stesso sono sempre stato convinto che ci sia una naturale eterocronia (la “parolaccia” significa che ci sono tempi diversi) nell’apprendimento.
    Ora però alcuni tratti generali sono spesso in comune ed in tal senso mi sono espresso col termine “modalità”: di solito i giocatori più “lenti” sono caratterialmente più disciplinati, e sviluppano uno stile posizionale; i giocatori più “rapidi” invece diventano presuntuosi e poco inclini alla teoria, di solito spendono le loro energie in attacchi sconsiderati, che però spesso li premiano…
    Questo mi ha fatto venire in mente l’analogia tra “tartarughe” e “squali” oltre al fatto, ti confesso, che ho trovato quella bellissima immagine “bell’e pronta” su internet! (la controrima invece, come sai, mi costa poco!)
    Credo proprio che tornerò sull’argomento su “Scacchi012″…

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