37^ Coppa Città di Sassari

Una sfida tra Antonello Piga e Pierpaolo Loriga nel 1974

Tra pochi giorni, dal sei all’otto gennaio, si svolgerà a Sassari la 37 Coppa Città di Sassari, valida anche come fase provinciale del Campionato Italiano Assoluto. Soluzione questa già adottata da qualche anno (non sempre è stato possibile in verità…) per fare di necessità virtù dovendo fare a meno, volontariamente, dei contributi comunali concessi per le manifestazioni sportive e culturali. Come gli scacchisti già sapranno, infatti, il contributo irrisorio che da anni il Comune ci assegnava non era più neppure congruo a coprire le spese logistiche, così ci siamo avvalsi della dignità di rifiutare quella che pareva essere al più una mancia a fini elettorali.
Ma questo post non vuole essere di polemica “spicciola” ma vuole invece raccontare cosa sono stati gli scacchi a Sassari in oltre quarant’anni dalla fondazione del Circolo Torres, che da diversi anni ormai non ha neppure una sede sociale per le proprie attività.
Già, perché dall’anno di fondazione nel lontano 1971 presso il complesso del Tennis Torres (da cui il nome) la Coppa Città di Sassari ha visto delle edizioni di grandissimo livello tecnico: è iniziato come torneo cittadino, appannaggio dei più bravi giocatori che avevano fondato il circolo (come Sergio De Sortis, Giacomo Vetrano, Pierpaolo Loriga, Bruno Manunza, Maurizio Javarone, Lorenzo Maldarelli) per diventare presto un classico appuntamento regionale che coinvolgeva i migliori scacchisti sardi (come Edoardo e Antonio Buchicchio, Mario Nurchis e Domenico Pes, Rodolfo Leoni) , per poi approdare ad un livello magistrale di tutto rispetto (con le battaglie “epiche” tra la scuola sassarese e quella cagliaritana, con Enzo Neri e Gianlazzaro Sanna, successivamente dei maestri Gianpaolo Buchicchio, Alessandro Guerra, Simone Basciu, Isacco Ibba) ed aver raggiunto anche un livello internazionale (con lo slavo Ljibisavljevic, il francese Axel Delorme ed il talento oristanese Francesco Sonis vincitore delle due ultime edizioni); chi volesse dare un’occhiata può consultare direttamente l’Albo d’oro della manifestazione.

Nonostante le alterne vicissitudini il Circolo Scacchi Torres ha esercitato invece una costante opera di diffusione del gioco soprattutto negli oratori e nelle scuole, sfornando negli ultimi dieci anni non meno di 200 nuovi appassionati all’anno, contemporaneamente organizzando manifestazioni pubbliche e corsi anche nelle carceri cittadine. Proprio la diffusione nelle scuole (una decina quelle attualmente coinvolte) potranno essere la speranza per  un ricambio generazionale (e sarebbe il terzo) che già si vede dalle ultime edizioni della Coppa, che sempre più vede giovani talenti in lizza per i primi posti (qui per brevità ricordiamo oltre al già citato Francesco Sonis anche Matteo Pitzanti, Yuri Sanna, Kilian Le Creurer) e le nuovissime leve (Maria Cuccu, Rebecca Cossu, Vittorio Deroma, Francesca Atzeni, Giovanni Sanna e tanti altri).

Quindi, in conclusione, l’auspicio è che questa prossima edizione possa onorare un passato tanto glorioso ed essere magari anche l’occasione per un rilancio degli scacchi a Sassari oppure l’inizio di una nuova esperienza nei paesi limitrofi, come Sorso, dove già una decina di classi sta muovendo quest’anno i primi passi sulla scacchiera.

Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi

Ho rileil-piccolo-cavaliere-scacchi-cavazzonitto, tutto di un fiato, il bellissimo libro di Carlo Alberto Cavazzoni , intitolato “Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi” e come già la prima volta si sono rinnovate le emozioni e gli stimoli fantastici della prima lettura che feci durante il Campionato Italiano Under 16, svoltosi l’estate scorsa ad Olbia. Perché questo libro, come anche i precedenti di Cavazzoni, celebra il regno della Fantasia, di cui il protagonista Dario sarà il Cavaliere dei Sogni.

 

Il libro è una dichiarazione d’amore per il nobil gioco degli scacchi, tra leggenda e realtà, e rapisce il lettore trasportandolo in un’avvincente sfida di immaginazione. Il paradigma di questa chiave di lettura è l’analogia della contemplazione del cielo stellato sforzandosi di riconoscere le costellazioni dello zoodiaco, cioè le figure astrologiche tratteggiate sapientemente da culture millenarie. Come quel sistema di classificazione ingegnoso, da cui sono nate le prime scienze, così il gioco degli scacchi, con le sue infinite combinazioni di varianti, può fornire quel macrocosmo di idee per l’evoluzione della Teoria del pensiero umano.

 

Ma nel libro non mancano neppure altri aspetti tipici del gioco:

 

  • L’istruzione: qui rappresentata da Giorgio di Fiumalbo, che indica al piccolo Dario la strada da seguire per realizzare i propri sogni;
  • la magia: impersonata dal Mago Ciliegia, che rappresenta l’aspetto artistico e creativo del gioco;
  • lo sport: presente nel torneo vero e proprio in cui si mette in pratica il proprio valore, forgiato dalle tante sconfitte subite durante l’apprendimento;
  • l’amore: per il sapere, per la famiglia, per il prossimo, per la vita.

Insomma, chi si accinge a leggere questo libro non rimarrà deluso, perché ancora una volta Carlo Alberto (che riunisce nel suo animo tutte queste cose assieme) ha saputo tradurre dal suo cuore tutti questi bei sentimenti con una scrittura chiara e semplice adattissima sia ai bambini che agli adulti.

E come di consueto il libro diventa anche uno spunto per innovare la didattica scolastica e molte scuole saranno impegnate in un progetto che culminerà in una partita vivente:
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Matto del Poliziotto

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Prosegue la collaborazione con David Dolci per il Catalogo dello scacco matto: questa volta viene preso in esame quello che con i miei bambini chiamo il matto del Poliziotto, perchè la batteria dell’Alfiere con la Torre (ma spesso anche con la Donna) ricorda l’azione congiunta del poliziotto con il suo cane; in pratica l’Alfiere tiene al guinzaglio un pezzo pesante che assesta il colpo di grazia al Re avversario.

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